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ALLA C.A. DEGLI AVVOCATI ADERENTI A
GIUSTIZIA PER I DIRITTI E SIMPATIZZANTI
AI DIRIGENTI DEL MOVIMENTO E A TUTTI
I CITTADINI
Con la presente desidero partecipare
e condividere con tutti i destinatari della presente la
grande soddisfazione per il risultato ottenuto dall'avv.
Marina Venezia insieme agli altri avvocati di Giustizia
per i Diritti, nel processo de quo, descritto nel
comunicato stampa che segue.
Nonostante tutte le difficoltà subite
dai cittadini che anelano giustizia, questa sentenza fa
ben sperare e insegna che bisogna non solo credere ma
soprattutto combattere perché sia sempre fatta verità e
che i volontari impegnati nella lotta del bene comune
nell'interesse generale, siano incoraggiati a continuare
nella propria opera.
Caldeggio tutti i nostri legali a
impegnarsi perché nella nostra Puglia ci sia legalità,
trasparenza e onestà culturale a partire da ognuno di
noi.
Per una causa vinta ce ne sono tante
che attendono Giustizia! Insieme potremo farcela.
Complimenti a Marina e agli altri.
Con sincera ammirazione. Anna Maria
De Filippi - Presidente di Cittadinanzattiva Puglia
COMUNICATO STAMPA
21.7.2010
Una notte insonne....dopo la sentenza Parnasso ed altri
Potrà sembrare forse anacronistico di questi tempi
in cui qualcuno (!) e forse più di qualcuno (!) vorrebbe abituarci
all'idea di una Giustizia lenta che nulla può contro poteri occulti e
forti, in un sistema in cui purtroppo la prescrizione dei reati
prevale rispetto all'effettività e all'efficacia di una pena dopo una
sentenza di condanna che spazza via finalmente l'impunità di corrotti e
faccendieri , esultare e provare emozione. Ma io ho avuto l'onore di
provare questa sensazione dopo la sentenza emessa questa notte dalla
Corte di Appello sez. di Taranto nel famoso quanto triste processo
Parnasso ed altri. Eppure, nonostante gli intoppi e le lungaggini di un
sistema che ancora non riesce a garantire tempi brevi a processi che
devono accertare l'esistenza di reati delicati come quelli di
corruzione, truffa, falso, concussione, e tanti altri simili commessi da
pubblici funzionari e imprenditori ,Giustizia è stata fatta. Dal punto
di vista della cittadinanza devo esprimere la mia personale
soddisfazione per avere creduto, insieme a tanti altri altri cittadini
che condividono queste battaglie di legalità, in questo Processo, per
aver creduto nell'idea che una Associazione- "Cittadinanzattiva"TDM-
che rappresenta in fondo i diritti di tutti i cittadini che si muovono e
lottano nel sociale per il ripristino dei diritti perduti, lesi e
calpestati da malfattori e corrotti, sia titolare essa stessa, proprio
per la mission di cui è portatrice, di un diritto ad essere risarcita
del danno subito per l'impegno e le battaglie quotidiane in difesa dei
deboli, dei malati, di coloro i quali , a causa delle condotte dei furbi
e corrotti, si sono visti privare e continuano a vedersi privare dei
loro diritti, delle prestazioni sanitarie indispensabili, di una sedia a
rotelle o di una protesi o di una terapia, o di una Tac o delle
strutture di riabilitazione o di una residenza protetta per malattie
mentali. Cittadinanzattiva era dentro questo processo fin dal suo
nascere , era stata ammessa - unica Associazione - come parte civile e
già la sentenza di primo grado aveva riconosciuto il suo diritto al
risarcimento del danno. Ora i Giudici del secondo grado hanno suggellato
e confermato questo diritto al risarcimento, che è poi il diritto dei
cittadini attivi a vedersi ristorare i danni patiti per l'impegno
profuso nelle battaglie di legalità e di tutela dei diritti. La sentenza
è particolarmente densa di significato per la cittadinanza, lancia un
messaggio di speranza per l'impegno di chi crede in una società giusta,
dove il processo è anche il luogo in cui un normale cittadino ha un
proprio spazio e un proprio ruolo, assume la veste di protagonista, di
un attore non fastidioso o mal digerito, ma di una "parte" processuale
che contribuisce all'accertamento dei fatti e delle verità. Una
vittoria che si aggiunge ad altre vittorie di Cittadinanzattiva in
Italia anche se il coraggio e la forza di sostenere una battaglia
processuale non è ancora diventata patrimonio comune delle Associazioni
quando invece dovrebbe entrare a farne parte. Eppure sono gli uomini (
soli ma anche organizzati) che fanno la Storia . La nostra Carta
Costituzionale nell'art. 118 ridisegna il ruolo del cittadino che
difende i beni comuni e "l'interesse generale"e gli conferisce il
DIRITTO di farlo. In questo delicato processo erano in gioco i valori
della legalità portati avanti da Cittadinananzattiva - Tribunale per i
Diritti del Malato da anni sul nostro territorio con le battaglie
quotidiane negli ospedali e nei servizi pubblici in genere, a tutela
della salute e di tanti altri valori che la corruzione seppellisce ed
inghiotte portando alla distruzione della persona e della sua dignità.
E' questa la chiave di lettura che intendiamo dare alla sentenza di
oggi, una sentenza coraggiosa e innovativa, che è andata oltre le
eccezioni del collegio difensivo che voleva i "cittadini" fuori dal
processo e che invece la sentenza legittima a stare " dentro" . E il
cittadino ha titolo per farlo siano essi processi contro manager
corrotti o contro imprenditori che distruggono l'ambiente, contro chi
non garantisce scuole sicure, contro chi si " muove" nelle
Amministrazioni alla ricerca di un tornaconto personale piuttosto che
per garantire stabilità e tutela degli amministrati. Sarebbe auspicabile
che al cittadino fossero forniti strumenti efficaci per comprendere
questi percorsi e l'importanza che assume il suo attivismo. Ed allora
non possiamo che confidare ( ed affidarci) in una stampa libera, che,
senza bavagli e senza leggi capestro, fornisca al cittadino , con le
giuste modalità , quelle utili informazioni che consentano di conoscere
i risultati di attività di indagini e i personaggi coinvolti nei giro di
affari perversi che attentano alle sue libertà. Ogni crimine è un
attentato alle libertà di un individuo e della collettività in cui vive.
Quello che si è consumato per anni nell' Asl di Taranto è l'esempio di
uno scempio di risorse economiche (e non solo) che ha impedito ed
arrestato la crescita di salute sul nostro territorio di cui continuiamo
oggi a pagare lo scotto. Occorre allora implementare le attività di
vigilanza e partecipazione del cittadino nella gestione e programmazione
dei servizi pubblici . Indubbiamente l'impegno dei trent'anni di vita
di Cittadinanzattiva-TDM oggi ricevono una ulteriore riconoscimento.
Questa sentenza è un tassello ulteriore e che si aggiunge alla
Medaglia d'Oro conferita a Cittadinanzattiva già nel 2006 dal Presidente
della Repubblica e che ci sprona a continuare, insieme a tutte le altre
Associazioni , in questo percorso di democrazia. Potremmo dire di aver
contribuito, grazie anche alla Magistratura, a fare la Storia del
nostro Paese, al di là della soffocante calura di questa giornata che,
come per incanto, si è tramutata in una fresca brezza di tramontana.
Avv. Marina Venezia
Componente Direzione e Segreteria Nazionale di "Cittadinanzattiva-Onlus"
- difensore insieme all'Avv. Massimo Tarquinio e Giuseppe Provenza - di
"Cittadinanzattiva" nel processo Parnasso, Manghisi, Armenise ed altri
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