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Comunicato
stampa
Roma, 16 febbraio 2012
Cittadinanzattiva su dati
invalidità diffusi da Mastrapasqua (INPS): più che dati, sembra uno
scherzo di carnevale e vi diciamo perché. “Prendiamo atto che il mese di febbraio é diventato
ormai per l’INPS un appuntamento fisso da non mancare, per illustrare i
dati sulle pensioni d’invalidità civile e di accompagnamento erogate e
revocate nel nostro Paese. Dati che però ogni anno vengono puntualmente
smentiti, al punto che la Commissione Igiene e Sanità congiuntamente con
la Commissione lavoro del Senato, su istanza di Cittadinanzattiva, hanno
deliberato l’avvio di una specifica indagine conoscitiva per fare
chiarezza sui veri numeri. Ci chiediamo, quindi, quale sia
l’utilità di fornirli con questo grado di approssimazione”. Queste le
dichiarazioni di Tonino Aceti, responsabile del Coordinamento nazionale
Associazioni Malati Cronici di Cittadinanzattiva, in merito
all’intervista pubblicata ieri dal Corriere della Sera. I conti
infatti anche questa volta non tornano, ecco perché: <!--[if !supportLists]-->-
<!--[endif]-->con riferimento al piano
straordinario di verifica 2010 le visite svolte dall’INPS sul campione
di 100.350 sono state 49.974 (Fonte: Relazione Corte dei Conti
novembre 2011) e non 55.200 come riportato dall’INPS. Il
totale delle non conferme è stato
9.378 e
non 10.596 come afferma l’Istituto. La percentuale quindi delle
non conferme è pari al 10% sul definito, dove per definito si intende
i controlli definiti agli atti unitamente a quelli definiti su visita,
e non il 19,2% come afferma lo stesso Istituto. Quindi 1 su 10 e non
1 su 4. Se si vuole calcolare la percentuale delle revoche queste
deve essere elaborata sui controlli definiti agli atti e quelli definiti
attraverso visita, e non solo su quest’ultimi. “L’imprecisione mostrata sul 2010 ci porta ad avere
più di qualche perplessità anche sull’attendibilità dei dati diffusi
dall’INPS sul 2011. Ci chiediamo come dal 10% delle revoche effettive
accertate nel 2010 sia stato possibile passare al 28,42% di revoche del
2011. Cosa sarà mai successo nel 2011?”, ha aggiunto Aceti.
“In tal senso crediamo sia
strumentale paragonare il numero di revoche del 2011 con quelle relative
al 2010, come fa l’INPS, perché il campione sottoposto a verifica nel
2011 aveva in se, per scelta dello stesso Istituto, anche molti casi di
persone che nel 2011 sarebbero state sottoposte a visita di rivedibilità
a prescindere dal piano straordinario di verifica. Inoltre l’INPS
afferma che le Regioni con maggior tasso di revoche sono le stesse del
2010. Che fine ha fatto la Sardegna che nel 2010 era stata definita la
Regione con maggior tasso di revoche?” L’INPS afferma inoltre che nel 2011 circa 37.000
prestazioni sono state sospese perché i convocati non si sono presentati
a visita. Ci chiediamo, quale interesse hanno le 37.000 persone nel non
sottoporsi a visita? Come sono state convocate? Attraverso Raccomandata
A.R, come previsto dalla Legge, o attraverso SMS come molte segnalazioni
ci informano? E’ opportuno ricordare che i dati diffusi sono
quantomeno parziali. Viene dichiarato un ipotetico recupero di 180
milioni di euro attraverso le revoche del 2011, ma non viene
contestualmente precisato quale sia stato nel 2011 il costo per
l’incremento dei medici INPS convenzionati. Se dal 2009 al 2010 il
numero dei medici convenzionati INPS e il relativo costo è raddoppiato,
passando da circa 5 milioni di euro a circa 11 milioni, dovremmo
aspettarci lo stesso trend anche nel 2011. Allo stesso modo, nessuna notizia è stata data
sull’ammontare degli interessi passivi che l’INPS deve corrispondere per
i ritardi nei pagamenti delle pensioni d’invalidità che solo tra il 2009
il 2010 si è attestato a circa 86 milioni. A ciò si aggiunga che nel 2010 il tasso di
soccombenza dell’INPS in giudizio per i ricorsi dei cittadini, avverso i
verbali emessi dallo stesso Istituto, è circa del 60%. Ciò è dovuto
anche al fatto che i criteri di accertamento dei requisiti
dell’accompagnamento utilizzati dall’INPS oltre ad essere restrittivi
sono anche illegittimi. Questo vuol dire che delle quasi 35.000 revoche
dichiarate dall’INPS sul 2011, circa 21.000 potrebbero esser annullate
dal Giudice. Quali saranno i costi dell’Avvocatura? A questo punto, anche per rispondere ad un’esigenza
di trasparenza, chiediamo all’INPS che tutti i dati in suo possesso sul
2011 siano resi pubblici. Ci appelliamo anche agli organi di
informazione, affinché verifichino le informazioni fornite, prima della
loro diffusione.
“Stigmatizziamo il fenomeno delle prestazioni
economiche assegnate indebitamente, ma pensiamo che questo sia un
fenomeno molto più circoscritto di quello che l’INPS vuole raffigurare
con il fine ultimo di ridurre al massimo l’aumento della spesa
assistenziale, anche a discapito delle persone che sono nella piena
legittimità di accedere a questo diritto. Auspichiamo che l’Istituto applichi al suo interno
gli stessi scrupolosi criteri di verifica e controllo per recuperare
anche da lì risorse economiche”, ha quindi conlcuso Aceti. E’ di oggi la
notizia che all’interno dell’Istituto esistono dipendenti che svolgono
attività illecite, come attesta la relazione della Corte dei Conti per
l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2012 di cui riportiamo un
estratto: “Rispetto, poi, al marcato fenomeno corruttivo
di recente posto in evidenza nell'ambito della gestione delle indennità
erogate a vario titolo dall'INPS, rileva la sentenza n. 565/11, con la
quale si sono condannati svariati dipendenti del relativo ufficio
periferico di Caserta, al risarcimento di un danno arrecato al medesimo
ente pari ad euro 2352.172,61 per la avvenuta contraffazione di tessere
assicurative”.
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